Sottotitolo : intervento del SINDACO Salvatore Antonio Carratù
Testo : L’avvio dei lavori per la predisposizione del piano urbanistico comunale è obiettivo strategico di questa Amministrazione. All’interno di questo percorso deve emergere l’idea della Montoro che vogliamo. Una città bella, sostenibile e vivibile. Una città che mette al primo posto gli abitanti ed i loro bisogni.
Coglieremo l’occasione data dalla fase di ascolto, tesa alla definizione del nuovo piano urbanistico comunale, per avviare un confronto e un dibattito che coinvolga i montoresi, che li faccia parlare di se stessi e del loro futuro, che li inviti a tracciare insieme il disegno cittadino che deve essere non solo disegno di luogo, case e spazi, ma disegno delle speranze di tutti noi.
Quest’oggi attraverso la mobilitazione, la partecipazione delle associazioni, delle istituzioni, delle forze politiche, economiche, sociali e culturali diamo il via ad un momento di riflessione comune che vede coinvolti tutti i cittadini per disegnare la città del futuro, quella dei prossimi 15 anni, in un periodo di profonda crisi economica ed occupazionale del nostro comprensorio che non ha precedenti nella storia recente della nostra Regione.
L’evoluzione legislativa ha modificato, da un po’ di anni a questa parte, la nozione di Urbanistica, intesa sempre più, non come disciplina della trasformazione urbana, ma come “Governo del Territorio”.
Un governo della trasformazione e della conservazione, da concertare e finanche da negoziare con i soggetti privati, coniugando la tutela allo sviluppo, l’ambiente naturale alla cultura della comunità.
Trattasi di una nuova impostazione culturale che, finalmente, accantona i vecchi strumenti di pianificazione, troppo rigidi e teorici, e ne individua di nuovi, più elastici e flessibili attribuendo loro una funzione strategica di auto coordinamento e di indirizzo.
Il vigente Piano Regolatore Generale, che sarà sostituito dal P.U.C., ha garantito, seppure in maniera rigida e non esaustiva, gli obiettivi di un corretto sviluppo urbanistico, assumendo:
• la tutela dell’ambiente come condizione della pianificazione territoriale;
• la sostenibilità dello sviluppo come principio sia dell’iniziativa pubblica sia di quella privata;
• il governo dei processi di attuazione nel rispetto delle indicate condizioni di sostenibilità dello sviluppo, nonché di promozione imprenditoriale.
Quasi completo è lo sfruttamento edilizio delle zone classificate “B”.
Analogamente le zone “C” hanno visto la proposizione di adeguate lottizzazioni e solo marginalmente è venuta meno l’iniziativa dei privati, laddove l’estensione delle superfici e la loro frammentazione in termini di proprietà non ha favorito l’adeguata articolazione dei rapporti fra i singoli soggetti, che non hanno richiesto il potere sostitutorio previsto dalle norme vigenti in materia urbanistica.
Allo stesso modo le zone P.E.E.P. hanno visto la realizzazione degli interventi da parte delle numerose Società Cooperative, alcuni dei quali ancora in corso di completamento.
L’Amministrazione sta ponendo e porrà in essere quanto necessario per accelerare tali procedimenti, atteso che la saturazione delle zone P.E.E.P. impone l’individuazione di nuove aree nel redigendo P.U.C.
Le aree “CP”, di espansione residenziale pubblica, pure hanno registrato concrete iniziative cooperativistiche.
Le aree per l’edilizia universitaria concretizzano gli obiettivi con il realizzando intervento alla fraz. Piazza di Pandola e con la realizzazione del Centro Servizi alle Imprese.
Le aree P.I.P. sono state oggetto di assegnazione per le aree di Misciano primo e secondo stralcio e di completamento delle urbanizzazione per la località Leone, queste ultime in procinto di essere immesse sul mercato per l’assegnazione.
Conseguenza della politica di sviluppo sostenibile perseguita dall'amministrazione è stato l'incremento demografico, che negli ultimi cinque anni si è attestato intorno alla percentuale del 7-8%
Dalla dimensione comunale ne scaturisce, così come sancito dalla L.R. n. 16/2004, l’accantonamento dell’ormai anacronistico Piano Regolatore Generale (PRG) e l’introduzione di un Piano Urbanistico Comunale (PUC), più snello e più adeguato alle moderne esigenze pianificatorie, che sia inoltre di coronamento e di assorbimento per altri Piani cosiddetti di Settore (commerciale, traffico, carburanti, parcheggi, verde, comunicazioni, protezione civile, piano del colore, centri storici di particolar pregio etc.) da adeguare ed aggiornare o di nuova introduzione in seguito alle sopravvenute esigenze sociali economiche e normative. I piani dovranno perseguire obbiettivi semplici e facilmente misurabili attraverso specifici indicatori in unico Piano Strategico Comunale che sia incubatore di progetti (materiali e/o immateriali) che possano soddisfare gli obiettivi proposti nel rispetto della sostenibilità generale delle proposte.
Dunque non si tratta di un semplice cambio di acronimo ma di una svolta strutturale del nuovo sistema di governo del territorio locale.
La nuova normativa regionale introduce una strategia di governo del territorio che consente di costruire visioni condivise di futuro per la comunità locale e, di conseguenza, impone di pervenire alla sua formulazione/definizione in forma partecipata, da orientare secondo prospettive ben precise di sviluppo, sia eco che socio-sostenibili.
Il PUC va, pertanto, redatto in stretto riferimento alle tematiche pianificatorie, sia comunali che comprensoriali, inserite nei “quadri”di seguito elencati:
• strategia politico culturale d’area vasta;
• normativa legislativa nazionale e regionale vigente e in fase evolutiva;
• pianificazione sovraordinata (sia generale che di settore);
Da questi scenari deve scaturire la pianificazione locale e l’attività di governo del territorio comunale, le cui esigenze appaiono qui da noi significativamente diverse rispetto anche a solo pochi anni addietro, essendo mutate le condizioni di “Stato” ed essendosi delineate nuove prospettive per “l’azione” amministrativa sia in termini di opportunità, che di responsabilità e di impegno.
Si tratta di chiarire il significato e il ruolo della pianificazione territoriale comunale, offrire una sintetica descrizione dello scenario di riferimento, predisporre un primo piano conoscitivo del territorio, con riferimento ai seguenti aspetti fondamentali:
• componente paesaggistico-ambientale;
• sistema insediativo;
• sistema infrastrutturale e della mobilità;
• dinamiche socio-economiche.
Su queste valutazioni di base si rendono necessari successivi approfondimenti e definizioni di dettaglio, aperte ai contributi e alle proposte provenienti dalla concertazione e dalla partecipazione di tutti i cittadini.
In questa ottica la nostra amministrazione si è caratterizzata, sin dal suo insediamento, per l'avvio di numerosi tavoli di lavoro, o meglio, di veri e propri “laboratori”, tesi a costruire quella sorta di modello di “città partecipata” che ha visto coinvolti cittadini e professionisti, contrassegnata da forti connotazioni di:
• democraticità ,derivante dalla partecipazione popolare;
• funzionalità, garantita dall’attenta analisi delle esigenze di sviluppo socio economico della nostra comunità;
• lungimiranza, consistente in una visione globale e sistemica di tutte le politiche settoriali e capace di anticipare le tendenze in atto e quelle future.
Costruire un’idea condivisa di futuro è l’obiettivo dichiarato di questa Amministrazione comunale. Per poterlo cogliere i progettisti devono ricevere indicazioni puntuali di tipo culturale, sociale ed economico da parte degli amministratori pubblici, in dialettica con gli altri livelli istituzionali, nonché contributi e pareri utili dalla cittadinanza, coinvolta attraverso la compilazione di un questionario opportunamente predisposto dai nostri consulenti per volontà dell’amministrazione.
Abbiamo in più occasioni sottolineato l’importanza di definire le regole dello sviluppo urbanistico della nostra città. L’obiettivo strategico è quello di “riordinare” la città, di programmare il suo sviluppo e la sua crescita mediante la definizione di un nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC). L’abbiamo posto tra le priorità del nostro mandato.
Si tratta di una volontà non tanto basata sulla necessità di adattare alle nuove norme regionali e del PTR o del PTCP lo strumento urbanistico quanto piuttosto sulla necessità di dare regole certe allo sviluppo della città, ripensandola negli spazi e nelle funzioni.
Un PUC che sia visto non solo come “carta” di sviluppo ed estensione della città, ma anche e soprattutto come un ripensare gli spazi e le funzioni in relazione alle esigenze dei suoi abitanti.
Fare un PUC non significa solo definire aree, volumi e strade ma definire l’idea di città che si vuole costruire. All’interno del PUC devono trovare risposte le esigenze dei cittadini, quelle della casa, del lavoro, della socializzazione, della mobilità.
Il problema riguarda tutti, giovani e meno giovani, anziani e bambini e la sua risoluzione non può e non deve essere riservata a pochi esperti.
Per tale motivo abbiamo scelto di costruire un piano nella maniera più partecipata possibile e, anche l’appuntamento odierno, rientra nell’ottica del confronto e della verifica della sua costruzione.
In questo senso va letta anche la scelta dell'Amministrazione di discutere della predisposizione degli obiettivi e delle linee programmatiche del PUC nella conferenza dei Capigruppo Consiliari allargata alla Commissione Consiliare Urbanistica e LL.PP., in questo senso va anche il lavoro dei progettisti, che dovrà supportare le scelte politiche della amministrazione.
La domanda è: quale città vogliamo? o meglio: quale città ci serve?
Su questo dovranno lavorare i progettisti incaricati, perseguendo gli obiettivi fissati dall’art. 2 della L.R.16/2004:
a) promozione dell’uso razionale e dello sviluppo ordinato del territorio urbano ed extraurbano mediante il minimo consumo di suolo;
b) salvaguardia della sicurezza degli insediamenti umani dai fattori di rischio idrogeologico, sismico e vulcanico;
c) tutela dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio attraverso la valorizzazione delle risorse paesistico-ambientali e storico-culturali, la conservazione degli ecosistemi, la riqualificazione dei tessuti insediativi esistenti e il recupero dei siti compromessi;
d) miglioramento della salubrità e della vivibilità dei centri abitati;
e) potenziamento dello sviluppo economico regionale e locale;
f) tutela e sviluppo del paesaggio agricolo e delle attività produttive connesse;
g) tutela e sviluppo del paesaggio e delle attività produttive e turistiche connesse.
dall’altro quelle che sono le esigenze del territorio:
• la tutela e valorizzazione dell’ambiente ;
• la massima attenzione per l’esistente a partire dal recupero del “centro storico” e
riordino e ricucitura delle aree periferiche più vicine ai centri abitati mediante l’attribuzione di funzioni ai vuoti;
• la risposta al fabbisogno abitativo generale, tenendo conto anche delle differenti esigenze ed aspirazioni della popolazione che comprenda anche una adeguata risposta alle specifiche esigenze delle nostre frazioni, avendo rispetto della storicità delle stesse e della loro identità.
Oggi avviamo una fase di confronto con la nostra comunità che dovrà portare in tempi rapidi agli atti preliminari del PUC.
Per questo abbiamo lavorato e siamo qui, oggi, a chiedere il contributo di tutti.
Il Sindaco
Salvatore Antonio Carratù
Inserito il : giovedì 4 dicembre 2008