• Piano
• Preturo
• San Felice
• Borgo
• Misciano
• Piazza di Pandola
• San Bartolomeo
• Figlioli
PIANO
Capoluogo del comune, da solo conta oltre 3000 abitanti.
Servito dalla strada ferrata che si snoda alle pendici del monte Salto, m. 938, sulla linea Napoli-Cancello-Avellino-Benevento, costituisce un gancio importante nel tessuto geografico-economico della vallata.
Rilevante dal punto di vista storico è il palazzo municipale, ex convento agostiniano, fondato nel 1471 e soppresso nel 1808 dalle leggi eversive napoleoniche; e l'annessa chiesa della SS. Annunziata già esistente nel 1400 dove si possono ammirare i quadri di Giovanbattista De Mari, noto pittore del 700.
Il sisma, del 23.11.80, ha gravemente danneggiato tutto il complesso architettonico e ci si augura che la Sovrintendenza alle Belle Arti non lasci divorare nell'incuria un sì inestimabile patrimonio artistico.
Il Santo Patrono è Nicola da Tolentino. che si celebra il 10 settembre e rinnova di anno in anno tradizioni ed emozioni.
Il capoluogo in questi ultimi anni è cresciuto a vista d'occhio arricchendo di nuovi palazzi e ville i vecchi quartieri.
PRETURO
Situato ai piedi della montagna, Laura, in una delle Posizioni più belle della nostra vallata.
A Poca distanza dal paese sgorgano le limpide acque delle sorgenti della Laura e del Labso, che congiungendosi poi in un unico torrente irrigano una parte delle fertili terre del montorese inferiore.
Incastonato nella lunga roccia, in bilico sulla sorgente Labso, di fronte alla collina di Borgo e al santuario dell'Incoronata, si erge l'antichissima grotta dell'Arcangelo S. Michele, già nota nell'841, e formata da due vani naturali, sintesi felice di storia, speleologia, architettura ed arte Alto-Medievali.
In essa vi si celebra il lunedì in Albis una delle feste popolari montoresi che conserva di più i caratteri della cultura contadina.Interessantissimi sono gli affreschi bizanteggianti, che ivi si trovano, raro esempio di pittura rupestre Alto-Medievale, attribuibili all'opera dei monaci che alternativamente abitarono l'eremo, costituito da due costruzioni, poste ai lati delle due caverne, composta ognuna da due vani sovrapposti; quella comunicante con la caverna più piccola, tramite una breve scalinata, conserva il forno ed iI campanile all'esterno ed il focolare all'interno.
Suggestivo è il panorama che si gode dalla terrazza antistante la grotta e d quella del piano inferiore.
Rinomato e molto richiesto è il carciofo di Preturo, la cui tecnica di coltivazione è gelosamente custodita dagli agricoltori locali; recentemente assurto agli onori della cronaca perché donato al Papa Giovanni Paolo II, che si è dimostrato interessato all'originale omaggio.
SAN FELICE
Frazione graziosa per le sue minuscole dimensioni nel cuore della valle, sede già all'epoca dei romani, in località, Vigna Veterana, di sospirato riposto per i veterani dell'exesercitus.
Di particolare interesse architettonico è la chiesa di San Felice per il bel cortile antistante la facciata.
BORGO
Antica sede dell'università, l'amministrazione Comunale feudale, edificato alle falde della collina su cui s'arroccano i ruderi del castello Longobardo e delle sue mura, di cui si ha notizia nell'887, ed il piccolo santuario di S. Pantaleone, è il paese più ricco di storia medioevale e feudale del montorese.
Oltre a edifici di rilievo quali la chiesa del Corpo di Cristo, con l'attiguo fabbricato a forma quadrata, che fu sede dell'Ospedale Geresolimitano prima e del priorato Verginiano poi, conserva notevoli esempi di architettura medioevale e rinascimentale quasi intatti sparsi per il paese.
Tra le tante feste che si tengono a Borgo è importante quella che si celebra il 27 luglio, in onore di S. Pantaleone medico e martire, sulla collina omonima, incantevole paesaggio naturale ricco di verde.
La statua del Santo, ritenuta miracolosa, viene portata devotamente in processione, dai fedeli locali e dai pellegrini giunti dalle zone vicine, per le vie del paese.
Nella cui chiesa parrocchiale resta fino alla domenica seguente, giorno in cui è celebrata la festa civile e la statua, viene ricondotta con solennità, nella mattinata, nel suo santuario.
MISCIANO
Patria dell'illustre deputato Michele Pironti.
Ancor oggi si può ammirare l'antico palazzo in cui visse e che oggi ospita tra le sue mura aristocratiche i suoi eredi.
Di particolare interesse architettonico è la chiesa di S. Stefano per le caratteristiche scale di disegno vanvitelliano.
L'artigianato locale è noto per la produzione e la lavorazione dei cesti che si tramanda di generazione in generazione.
PIAZZA DI PANDOLA
Chiude a Sud-Est il comune di monitoro Inferiore; addossato alle colline poste alle falde del Pizzo San Michele, 1563 m, detto anche monte dei tre Pizzi, della catena sub Appenninica campana, e delimitato dalla superstrada che raccorda Salerno ad Avellino, si snoda nella vallata, per la sua forma allungata, a mo' di, lombrico,. Centro fiorente del commercio, vecchio ed obbligato itinerario di chi dalle innumerevoli attività artigianali e commerciali traeva di che vivere.
Testimonianza della presenza romana sono le vestige del famoso acquedotto Claudio.
Notevole importanza riveste l'artistica Chiesa settecentesca di Maria SS. di Costantinopoli che racchiude in essa pregevoli manufatti di marmo del Lambierto, un'ammirevole affresco aereo del Palumbo e diversi apprezzabili quadri del pittore nostrano Giovan Battista de Mari, testimonianza armonica dell'opulenza settecentesca Montorese, momento artistico degno di essere osservato.
Numerose sono le tradizioni che di volta in volta si rinnovano come la, mascherata, di Carnevale, o fugarone, ossia il falò che si accende la notte della vigilia di Natale, il giorno di S. Silvestro e nella ricorrenza di S. Antonio Abate.
Questo simbolo è segno di riti propiziatori e purificatori che scandivano i cicli annuali della nostra civiltà contadina ormai integrata con quella operaio-borghese ed industriale degli ultimi anni.
SAN BARTOLOMEO
E' una delle frazioni più piccole del territorio comunale. Si evidenzia in modo prevalente l'attività contadina.
Nel suo comprensorio sono ubicati il campo sportivo comunale e il bocciodromo.
FIGLIOLI
Centro in cui ancora oggi resiste alla superbia delle macchine l'artigianato dei cestai.
Notevole attrattive paesaggistiche offre l'escursione a piedi al santuario di San Cipriano, del periodo Medioevale longobardo-normanno.
Alquanto scaduto è l'artigianato dei cestai, un tempo fiorente attività del montorese, che però non è del tutto scomparsa a Figlioli. Importantissima testimonianza di età romana è una grande Villa Rustica impiantata, già in epoca tardo repubblicana, I secolo a.C., in contrada Figlioli.